Preistoria VIII-VII sec. VI-IV sec. Età Ellenistica Età Romana



L'ETA' DEL FERRO PREELLENICA
PRIMA META' VIII sec. a. C.
(Sala I, vetrine 6 - 9)

Introduzione storica

Mentre i villaggi dell'Età del Bronzo ubicati nel territorio di Lacco Ameno sono stati abbandonati - e non sappiamo per quali ragioni - sulla collina del Castiglione la vita è continuata anche durante l'Età del Ferro, prima dell'arrivo dei coloni greci, com'è testimoniato dai materiali esposti nella sala 1.

Differenziazione rispetto all'Età del Bronzo

Anche se gli scavi non hanno purtroppo permesso di chiarire se vi sia stata o meno, nell'abitato, una soluzione di continuità, i materiali dell'Età del Ferro del Castiglione appaiono nettamente differenziati da quelli della precedente Età del Bronzo. Sono cambiate infatti non soltanto le forme dei vasi, ma anche lo stile della decorazione incisa. Le stesse incisioni non sono più scavate profondamente nell'argilla ma solo leggermente graffite sui vasi prima della cottura, che viene ora eseguita con un forno chiuso.

Tra i motivi decorativi non sono più presenti quelli spiraliformi, mentre continua il meandro, cui è frequentemente associato il motivo di semplici fasce a zigzag.

Insieme con il cambiamento della tipologia e della sintassi decorativa dei vasi si registrano anche tracce materiali di cambiamento nell'organizzazione domestica.

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La tessitura

E' praticata in più larga misura la tessitura, com'è attestato dalle fusaiole (inv. 239031) e da grandi piramidette troncoconiche in terracotta, forate alla sommità (inv. da 239032 a 239034), che venivano forse utilizzate come sostegni per il filato del fuso e le altre, in gruppi, per preparare, ben teso, l'ordito.

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Costumi alimentari

Resti di macine in pietra trachitica (inv. 239028 e inv. 239029) testimoniano la coltivazione del  frumento, mentre gli avanzi di pasti carnei permettono di stabilire che, come nell'Età del Bronzo, venivano allevati il bue, il maiale, la capra e la pecora (inv. da 239041 a 239043; da 238641 a 238644) e mangiati alcuni degli stessi molluschi marini che si mangiano ancora oggi, con prevalenza delle patelle (Patella caerulea, inv. 239040, da 238632 a 238634), rispetto ad altri tipi quali il cuore (Cardium, inv. 238635, inv. 238634), la Monodonta articulata (inv. da 238637 a 238640), ed altre ancora. Cominciano ora ad essere utilizzati grandi recipienti di terracotta (pithoi) muniti di grosse prese a lingua variamente ornate con solchi e punti ricavati con il polpastrello, che dovevano servire come contenitori di derrate alimentari, forse di grano (inv. da 238572 a 238575).

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